IL BEALE DI BOREGAL - 05/09/2020 NE - NOTIZIE, SCOPERTE E RIVELAZIONI
GdR
"Vengo con voi, non siete così male!" disse la ragazzina dopo aver assistito di cosa era capace il gruppo.
"Madamigella, potrebbe condurci da Prevosto Yeran, colui che lei asserisce essere colui che è alla guida di questa comunità... che mi pare avere qualche problema. Cosa capita ai suoi concittadini?".
A prendere la parola era stato nuovamente Bohr.
"Direi che è facile da capire... sono impazziti tutti... la situazione è così, ormai da giorni... qualcuno dice che è una malattia, altri danno la colpa alla macchina, altri a prevosto Yeran, altri dicono solo stronzate..."
"Venite, anche se nessuno lo vede da giorni, io so dove si trova... al di sotto del Foro dei Morti, quell'edificio là" disse indicando un edificio in pietra dalla forma circolare, ad un piano, poco distante.
"E tu come sai tutte queste cose ragazzina? Cos'è la macchina?" chiese Koli.
"Perchè so stare al mondo. Perchè sono sveglia e so che a volte un'informazione vale più di tanti shint... ti basta come risposta?" rispose con tono piccato la ragazzina.
"Mi basta, ma non mi hai detto cos'è la macchina..." rispose sorridendo la Jack.
"La macchina per parlare con i morti, cos'altro dovrebbe essere? Ma da dove venite?"
"Che cosa dici?"
"Qui a Picchi ardenti abbiamo una macchina che può parlare con i defunti... con quelli morti da poco... non da troppo tempo. Se ho ben capito, ma non sono sicura, una volta collegato il morto alla macchina gli si può porre una domanda... mi sono spiegata? Ora possiamo andare?"
"Oh che marchingegno interessante mi si palesa nella mente dalle vostre descrizioni piccola fanciulla. Devo dire che solletica molto la mia curiosità!" esordì Bohr con un sorriso compiaciuto da un orecchio all'altro.
"La cosa mi sembra preoccupante e non poco. Non mi convince per niente". Questo fu il commento di Koli.
"Tutte cavolate. Qui conta solo la nostra missione. Vogliamo darci una mossa?" Kambrian andò dritto al punto.
Entrarono nell'edificio e la ragazza si mosse con molta sicurezza fino ad una stanza che ospitava un ufficio. Era tutto in disordine, tutto era buttato in giro. Alcuni oggetti giacevano rotti a terra. La ragazza si diresse con sicurezza verso un angolo della stanza, si chinò e con decisione sollevò una botola a prima vista nascosta.
"Qua sotto... ma io non verrò. Ora allungatemi qualche shint se volete che vi dica la parola segreta per aprire la porta che troverete di sotto." Lo sguardo sornione la diceva lunga sulla furbizia di quella ragazzina.
Quando la ragazzina se ne uscì dall'edificio, con una mano alla tasca della giacca, dove un piccolo rigonfiamento di shint aveva trovato il suo posto, il gruppo scese le scale al di sotto della botola.
Le scale circolari sembravano consumate dall’uso e l’aria che filtra dal pavimento era più fredda del previsto. Un odore pungente e fetido, simile a quello della frutta marcia, e della carne bruciata o decomposta, fece storcere il naso a tutti loro. Superarono le scale e un corridoio illuminato da alcune fiaccole. Si ritrovarono di fronte al pannello specchiato descritto dalla ragazza. Koli si avvicinò al pannello e come da istruzioni della ragazza mormorò la parola "Boregal" poggiando la mano sullo stesso. La porta si aprì verso una stanza ampia e disadorna: una camera mortuaria. Salme avvinte in sudari purpurei giacevano composte su delle panche, le loro teste rasate erano poste bene in vista. Avevano occhi sbarrati e bocche spalancate; sulla fronte mostravano segni di bruciature grandi quanto una mano. Dal muro all’estremità opposta della sala, illuminata da torce e lumiglobi, spuntava un tubo con una ventosa che sfrigolava all’interno di un tino pieno d’acqua. Al centro della stanza, un uomo era intento a controllare il respiro di uno dei corpi, che muoveva la bocca lentamente. Anzi, sembrava addirittura che stesse parlando!
L'uomo indossava abiti curati e portava con sé i simboli della sua carica da Prevosto: una spilla d’argento rettangolare, al collo, e un dischetto di metallo agganciato alla mano destra. Non sembrava sorpreso di vederli e si rivolse loro con un cenno del capo: “Siete qui per aiutarmi o per intralciarmi?"
Prese la parola Koli.
"Cosa state facendo qui? La vostra comunità là fuori sta impazzendo? Cosa succede Prevosto Yeran?"
L'uomo la guardò con sguardo allucinato, ma non rispose.
"Mio buon uomo, quello che ho saputo della macchina è estremamente affascinante. Volete condividere con me come essa può operare quanto ho appreso?"
Le parole di Bohr sembrarono sortire un qualche effetto e l'uomo sembrò riacquistare, per qualche istante, una certa lucidità.
"Affascinante. Dici? Non sai quante volte ho fatto la domanda sbagliata a questa macchina, come la chiami tu. Questo essere, come lo chiamo io, permette ai cadaveri a cui si collega di dare solo risposte false... capisci? False. Ho ucciso. Ho ucciso coloro che insieme a me governavano questa cittadina. Ho ucciso molte più volte di quante avrei mai pensato e osato fare; eppure non ho ancora appreso nulla. In ogni caso preferirei non avere..."
Fece una pausa.
Li guardò uno ad uno.
Sorrise, amaramente.
"Liberatelo, o uccidetelo, io non ci riesco"
Dopo queste parole si voltò su se stesso, schiuse una larga porta, piegandosi per attraversare il passaggio cilindrico che nascondeva. Al termine del condotto illuminato, si apriva una vasta camera triangolare occupata in gran parte da un’enorme ammasso gelatinoso, simile a un grumo di sacche nere traslucide al cui interno pulsava un’energia rossa. Era connesso alle mura da una serie di cavi. Tutt’intorno giacevano pile di scarti e componenti meccaniche; davano l’impressione di trovarsi in mezzo a una discarica. Una voce rimbombò nelle loro menti: un grido d’angoscia, paura e rabbia. Una richiesta d’aiuto.
-Vi... prego... aiu...tatemi!-
NoN GdR
Questa prima avventura continua, prosegue e termina nel prossimo post!
Ed ora non mi resta che salutarvə e darvə appuntamento...
...al prossimo incontro!




Commenti
Posta un commento